Il M.C.L. boccia il governo Crocetta, accoglie Antoci e chiede per la Sicilia sviluppo e legalità
Scritto da Segreteria    Sabato 11 Giugno 2016 20:15    PDF Stampa E-mail

M.C.L.-Sicilia-e-Giuseppe-AntociUn duro attacco al governo regionale dal Movimento Cristiano Lavoratori che si è riunito in consiglio regionale oggi a Sant'Agata di Militello.

Un governo non capace di risolvere le emergenze della nostra Sicilia, di promuovere politiche per lo sviluppo e per il lavoro – questi alcuni spunti offerti dal dibattito odierno – un governo che porta con sé la responsabilità di aver ingrossato le fila dei disoccupati e dei poveri siciliani e che ha determinato un vuoto operativo nel campo dell'accoglienza, dell'impresa e del sostegno ai giovani. Troppe le questioni in sospeso, dal precariato dilagante, ai rifiuti sino alla tutela e sicurezza del territorio.

Durante i lavori è intervenuto Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi vittima del recente attentato mafioso, al quale il M.C.L. ha offerto pieno sostegno nell'opera quotidiana che svolge per lo sviluppo contro l'illegalità. “Questa Sicilia – ha spiegato Antoci - ha bisogno di normalità, di gente che compie quotidianamente il proprio dovere, di un’azione di ascolto che operando incentivi le idee e sostenga fattivamente la legalità”.

La mafia che si nutre di disagio e povertà - affermano i dirigenti siciliani - si combatte promuovendo il benessere e lo sviluppo dei territori. Seguendo questo filone è stato presentato nel pomeriggio il documento “Sviluppo Possibile: Mezzogiorno e Bene Comune”, elaborato e sottoscritto dalla presidenza Nazionale del M.C.L. unitamente ai presidenti delle Unioni Regionali di Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.

Nel documento, che riporta la fotografia di un sud che ha subito in maniera ancora più incisiva gli effetti della crisi degli anni 2008-2014 e che oggi vede una ripresa ancor più lenta rispetto al resto del paese, molte proposte per un’inversione di marcia.

Perché ci possa essere vero sviluppo - si legge nel documento – occorre necessariamente ripartire dal lavoro e agire insieme, politica e società civile, ognuno nel proprio ambito, ma entrambi legittimati nei ruoli e nelle decisioni.

E’ indispensabile una politica che possa perseguire obiettivi di eguaglianza sociale, che possa ristabilire il ruolo primario e la presenza dello Stato e del privato sociale quale subsidium alle comunità locali.

Occorre riconoscere il valore e l’importanza dei corpi intermedi, incrementare il confronto, la partecipazione, diversamente continueremo ad avere un Paese a due velocità che inevitabilmente diventerà terreno fertile per il fiorire di egoismi locali contravvenendo al principio per cui “Il bene comune è molto più della somma del bene delle singole parti.”

I numeri del M.C.L. Siciliano. Un Movimento Popolare in crescita con un trend positivo nel campo dell’offerta di servizi alla persona e alla famiglia, capace di risposte sempre più efficaci ai bisogni dei soggetti più fragili. Oltre 130 circoli e una presenza capillare in tutte le province con più di 20.000 soci.

In foto alcuni partecipanti ai lavori - al centro Giuseppe Antoci e Fortunato Romano


 

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